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7 Marzo 2017

Raccomandazioni Eular per il trattamento dell’artrosi all’anca

Artrosi all'anca

Prima di affrontare nel vivo l’argomento del trattamento dell’artrosi all’anca, vediamo brevemente cos’è l’Eular e di cosa si occupa.

L’EULAR (European League Against Rheumatism)

L’Eular è l’organizzazione che riunisce tutte le società europee di reumatologia ed è finalizzata alla ricerca, alla prevenzione, alla terapia ed alla riabilitazione delle patologie reumatiche.

Raccomandazioni EULAR per l’osteorartosi all’anca:

  • Il trattamento dell’OA dell’anca deve essere personalizzato tenendo presente:
    • i fattori di rischio dell’anca (obesità, fattori meccanici dannosi, attività fisica, displasia);
    • i fattori di rischio generali (età, sesso, comorbidità, polifarmacoterapia);
    • i livelli di intensità del dolore e il grado di disabilità;
    • la localizzazione ed il grado del danno strutturale;
    • le aspirazioni e le aspettative dei pazienti.
  • Il trattamento ottimale dell’OA dell’anca richiede una combinazione di trattamenti farmacologici e non farmacologici.
  • Il trattamento non farmacologico dell’OA dell’anca deve includere programmi educazionali, esercizio fisico, uso di strumenti accessori (bastoni, solette) e riduzione del peso quando necessario.
  • Per la sua efficacia e tollerabilità il paracetamolo (fino a 3 gr/die) è l’analgesico orale da utilizzare come prima scelta nel dolore lieve-moderato dell’OA. Se efficace, può essere adoperato anche a lungo termine.
  • I FANS alle dosi efficaci minori e per il più breve tempo possibile, devono essere presi in considerazione in associazione o in alternativa nei pazienti che non rispondono al paracetamolo. Nei pazienti con rischio gastrointestinale, dovranno essere utilizzati i FANS non selettivi associati a gastroprotettori oppure gli inibitori selettivi delle COX- 2 (coxib).
  • Gli analgesici oppiacei, con o senza paracetamolo, rappresentano utili alternative e possono essere considerati farmaci di supporto nei pazienti in cui i FANS o i coxib siano controindicati, inefficaci e/o scarsamente tollerati.
  • I SYSADOA (glucosamina solfato, condroitin solfato, estratti di soia ed avocado, acido ialuronico) hanno effetti sintomatici e bassa tossicità, ma restano da definire i loro effetti strutturali, i pazienti più idonei da trattare, e la convenienza farmacoeconomica del trattamento.
  • L’iniezione intra-articolare di steroidi a lunga durata d’azione non trova indicazione di routine nell’OA dell’anca ma solo in casi selezionati, preferibilmente sotto controllo ecografico o radiografico.
  • L’osteotomia e le procedure chirurgiche di correzione preventiva dovranno essere prese in considerazione nei giovani con OA sintomatica dell’anca, soprattutto in presenza di displasia o di deformazioni in varo/valgo.
  • L’artroprotesi dovrà essere presa in considerazione nei pazienti con evidenza radiografica di OA dell’anca che presentano dolore e disabilità refrattari ad altre terapie.

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